Notturno di primavera

Non ho voglia di scrivermi. Più.

E’ fatica pensarmi al di fuori di me

osservare ogni mossa, decantarla

prevederla, poi agire… ritornare sul pensiero…

Vivo ora. Di istanti, di niente, di cosa sia non so, ma è vita pure.

Frivolezze tante

consapevolezza infinita

attese pure, ma sopite, stanche, non tristi, insperate.

In fondo che accade non lo so

saperlo non mi preme ora

un domani ci sarà.

La paura che cos’è?

Le gambe dove vanno?

Le labbra cosa parlano?

Le braccia chi attendono?

Nessuno consola, tutto tace, il silenzio mi appaga

il rumore stordisce:

nessuna finzione.

Serenità fibrilla

riluce…io e me: armonia di disaccordi all’unisono.

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Informazioni su sindgia

Filologa classica per intuizione, Insegnante di lettere per combinazione, Curiosa del mondo per vocazione.
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2 risposte a Notturno di primavera

  1. effemme ha detto:

    Faticoso “pensarsi al di fuori di sé”….ma forse a volte terapeutico e utile, guardarsi da lontano, costringersi a leggere da lontano, critici e freddi, senza perdonarsi né criticarsi troppo….non smettere di farlo visto che il risultato è una piacevole e originale lettura

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