Prima di tornare. Sospensioni e ricomposizioni.

L’ultimo cielo di Istanbul:
una cartolina da te per me.

Chiunque tu sia, se sogno nascosto
o incubo taciuto
avanzi nella folla, ma non ti metto ancora a fuoco.

Viaggia da me per te, con i fiori, con le rose,
non quelle che spedisci alle tue lei,
ma quelle che stanno dentro e intorno a noi.
Ho tutti i colori dell’oro ad abbracciarmi
e un mescolarsi di vento dal mare
e genti diverse venute dall’Est
ed un De André che suona in testa
ed un Oriente che sa di casa,
che sa di te che cerchi me
e di me che cerco te:
tutte scuse per girarsi intorno
e rimanere rimandare tornare ripartire.
Non ti abbandono, no. Ovunque tu sia.
Eppure questo cielo è qualcosa che sa di meraviglia
quanto questo tempo è sovrabbondante,
denso di emozioni, fluido di colori, terso di sensazioni.
Chiunque tu sia stupisci, in ogni te nascosto dove.
E si mescola tutto in questo cuore, il mio,
che è stupore puro,
stadio emozionale di singhiozzi e vortici che innalzano
non alle stelle, non alla luna, ma a un luogo che sia,
di passioni nascoste e silenzi intensi,
di voci soavi e suoni taciturni.
Abbracciami come che sia,
sotto questo cielo dove non sei,
in questo cuore sbagliato,
in questa vita in bianco e nero che non ci appartiene,
in questo sogno che abbiamo da costruire a mattoni intermittenti,
in questi baci che non si danno e si accarezzano fin dove vorrebbero.

Ciao cuore, ti lascio qui come in un sogno a metà
ché non so coglierti e neppure vorrei,
ché domani arriverà e sarò lì a ricordare questo sogno sbagliato,
questa panchina dove siedo rilassata,
quest’attesa in cui c’è tutto,
questo niente di minuti che vorrei fossero vita,
questo tempo sospeso che è il mio cuore,
quest’amore che non esiste eppure…è.

Ciao, cuore ciao, quest’amore è una danza che mi sospende,
che non esiste eppure vibra, che risuona nel suo silenzio di minuti,
di distanze d’istanti non colti, parole non dette, sogni taciuti.

Ciao cuore, ciao, rimani finché puoi su questa panchina,
in questa foto in bianco e nero,
in questo scorcio d’antan.

Io vado. Tornare si può.

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Informazioni su sindgia

Filologa classica per intuizione, Insegnante di lettere per combinazione, Curiosa del mondo per vocazione.
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