Ab (sentia)/ Pre(sentia)

Esisto nell’assenza.

In questa me dipinta in un sogno

D’appartenenza che non c’è.

In questa vaga sottile forma

Che tutto abbraccia e attraversa,

Mentre manco

Più a noi che a me

In un senso che mi sfugge

Quanto le ombre dantesche vanno,

Quanto incapaci d’esser atto

Rimaniamo potenza,

forte sì, che si staglia d’impatto

ma non si compie

e potenza rimane.

Esisto nella certezza di un esito

Ovviamente atteso e preteso,

Nella veste di quanto si fa obbligo,

Mai piacere e conquista di soffi.

Esisto scontata ad un tempo fisso

In un angolo da mantenere,

Nei ritmi feroci di una vita

Che mi morde e allontana gradatim,

In questa distanza immane

Che non so dirvi eppure vorrei.

Eppure saprei condurre al limite,

me, quanto si dipana fra noi,

un sentire di corde indelebili fisse,

Essere altro.

Eppure saprei dare sapore d’essenza.

Eppure saprei stare al centro.

Oserei erigermi

Se solo lo esigeste…

E intanto fuggo:

Da pretesa presenza

A trasformarmi in mirabile assenza,

Decoro al bisogno,

Attenzione che non ho.

Ma in fondo resto come restano

Foto sbiadite in una cornice preziosa,

Un macigno sul cuore a parlare,

La voglia nascosta, carezza d’infanzia

Nel punto segreto del corpo,

Macchia singolare che distingue,

Dà senso, memoria, identifica

Eppure non s’apprezza, ma c’è.

Solitudine: bisogno, opportunità,

realtà meschina,

conquista da difendere,

peso a cui arroccarsi,

pretesa sufficienza di prove inprovate,

motivo di vanto e distinzione,

semplice pervadersi di quanto non c’è.

Questo, altro, assente presente:

L’essere si fa, si disfa,

modifica il suo moto,

tutto si compie, esaurisce

torna rinasce.

Noi pure tutti  in questo ritmo:

presenza, assenza

altro, altrove.

E rimaniamo qui,

indefessi, a volgere una carta,

ad attendere sciocchi

che qualcosa si compia.

Eppure eravamo ad un passo,

a un salto dall’avvenire,

ma è ora tardi:

“Vado, ciao”.

Ti resterò dentro, nell’anima.

E non ce lo diremo mai,

se non distrattamente

ma sarà la vita ancora

e noi per caso lì o qui non importa.

Altri. Altrove.

Ancora.

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Informazioni su sindgia

Filologa classica per intuizione, Insegnante di lettere per combinazione, Curiosa del mondo per vocazione.
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