“Che va dicendo all’anima: sospira”

L’amore è un canto delicato

Soave sottile

Penetra nelle ossa

Rilascia a un tempo

Stravolti eppure energici negli slanci.

L’amore è sguardo vispo

Di chi indugia ancora nella carezza

E corre forte sulla pelle altrui

Non pago non sazio

Di odore, saliva, respiro.

Battito.

L’amore è contatto

Da pelle a cuore

Da occhi a sentire.

Non è dolore di perdita

Ma lungo disteso esserci

Fermi in un’istantanea che vale

Minuti, ore, mesi, vita, tempo infinito.

L’amore è un’alba che sorprende

Stupiti dopo ore di attraversarsi

E nessun congedo che prema,

ma andando rimanere.

Se dura è un miracolo

Nel dipanarsi di costruzione e impegno,

Carezza che si fa vita.

Se non dura

Un attraversamento e un bagliore di occhi

Che dà senso, merito al nostro respiro,

un grazie, anche se è stato inganno.

L’amore cosa sia: parole inutili

Nel disperdersi

Di un’idea, una sensazione

Un contatto che si fa luce da buio eterno,

Una quête perenne

Per etimi sbagliati

Indaganti, supponenti.

Meta, obiettivo

Obbligo, piacere

Realtà, letteratura,

Forma mentis.

Forse solo continuo moto

Nella stasi,

Ricerca di uno star bene che si dà;

Mentre ci attraversa

Passa altrove,

Torna

Rigenera

Vivifica.

Chi sa cos’è

Questo sospiro, intuizione,

Librarsi rapido

O battito d’ali all’unisono,

Mistero indicibile

Da Saffo ad Arminio,

Fra mente e carni

Che si danno,

Cedono.

Fra pensiero che si disperde e torna.

Forse semplice volare

Nell’etere,

Nella stasi di una carezza.

O abbraccio fecondo

Che varca tempo e spazio.

Sguardo che segue,

Non visto c’è.

Nella sua carezza eterna, potente

Passa muri,

Smuove ponti

Muto grida.

Sgretola anime per darne vita.

È un Dio che si fa uomo.

Soffia nelle orecchie gentile.

Plasma sorrisi.

Non fa male.

E poi assale l’onda.

E non resta che tenere il ritmo

E al tempo affogare, nuotare, salvarsi.

Ecco cos’è:

un naufragio dolce

un annaspare lento

un nuotare verso.

È Itaca, è νόστος.

È abbracciare la fatica,

starci dentro

e cullarsi e cullare.

 

[Foto primaverile, di mia mano: due che si amano molto e condividono progetti di vita insieme, che insieme guardano il Mar Baltico, mentre io guardo il loro modo di guardare e guardarsi.  Pensieri scritti dopo la primavera, per continuare a fare la primavera]

 

Informazioni su sindgia

Filologa classica per intuizione, Insegnante di lettere per combinazione, Curiosa del mondo per vocazione.
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